Veduta del borgo di Caselle in Pittari, con le case in pietra sulla collina, la torre e le montagne del Cilento sullo sfondo
Caselle in Pittari — foto: Geofix · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Nel Cilento l'estate non è fatta solo di mare. Nell'entroterra, tra colline coltivate e montagne coperte di boschi, ci sono paesi che a luglio celebrano un rito antico quanto l'agricoltura: la mietitura. Il più conosciuto è il Palio del Grano di Caselle in Pittari, un piccolo borgo di circa duemila abitanti dentro il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Qui, ogni anno, il grano non viene raccolto dalle macchine ma a mano, con la falce, in una gara che coinvolge tutto il paese.

Una festa nata per non dimenticare

Il Palio è nato nei primi anni Duemila, per iniziativa della Pro Loco e di un gruppo di casellesi che volevano restituire dignità al lavoro dei contadini e alla memoria collettiva del paese. L'idea era semplice: tornare a seminare e a mietere come facevano i nonni, trasformando la fatica dei campi in un momento di incontro. Con il passare delle edizioni la festa è cresciuta e oggi attira persone da tutta la provincia e non solo, curiose di vedere da vicino gesti che altrove sono scomparsi da decenni.

Attorno alla gara si è sviluppato un progetto più ampio, che coinvolge la comunità del cibo legata al grano di Caselle e l'antico Monte Frumentario del paese. Si parla di varietà di cereali tradizionali, di filiera corta, di pane fatto come una volta: il Palio è la vetrina festosa di un lavoro che dura tutto l'anno.

Otto rioni e i paesi compari

I protagonisti sono gli otto rioni di Caselle in Pittari, quattro del centro storico e quattro della parte più recente del paese, ognuno con i suoi due colori: Chiazza, Maronna ra Grazia, Forgia Mardedda, Castieddu, Urmu, Taverna, Scarano e Pantanedda. Già i nomi, in dialetto, raccontano la storia del borgo, fatta di piazze, chiese, botteghe e vecchi toponimi.

Da diversi anni ogni rione è gemellato con un paese vicino, chiamato con affetto “compare” (in dialetto cumbàri). I mietitori dei paesi compari scendono in campo insieme a quelli del rione, e così la festa diventa un'occasione per stringere legami tra le comunità dell'entroterra cilentano.

Come si svolge la gara

La giornata comincia presto, quando fa ancora fresco: le squadre si ritrovano in piazza e raggiungono il campo a piedi, con le falci in spalla. Il terreno è diviso in corsie, una per rione, e si procede con un sorteggio. Poi si parte, a staffetta.

  • Ogni squadra conta venti persone: sei mietitori del rione, sei del paese compare e otto donne che legano i covoni.
  • A ogni squadra spetta una striscia di grano larga circa cinque metri e lunga cento.
  • Vince chi termina per primo, ma solo se la mietitura e la sistemazione dei covoni rispettano i criteri della tradizione.

La velocità conta, ma conta di più il modo: chi taglia male o lascia covoni disordinati rischia di perdere anche arrivando primo. È una regola che dice molto dello spirito della festa, dove l'importante è partecipare e fare le cose come si deve.

Prima e dopo la falce

Il Palio non finisce con l'ultimo covone. Dopo la gara si pesa il grano, si proclama il rione vincitore e si mangia insieme in un grande pranzo comunitario, tra giochi popolari come l'albero della cuccagna, musica e sorteggi. È il momento in cui il paese intero si ritrova a tavola, mescolando abitanti, compari e visitatori.

Nei giorni che precedono la gara si tiene di solito il Camp di Grano, una settimana in cui giovani e curiosi arrivati da varie parti d'Italia imparano dagli anziani del paese la mietitura a mano, la trebbiatura, la molitura in un mulino a pietra e la panificazione con il lievito madre. Negli anni il campo è diventato anche una scuola estiva dedicata all'innovazione nelle aree rurali.

Quando andarci e come informarsi

Il Palio si svolge ogni anno a luglio, di norma nella seconda metà del mese, con la gara concentrata in una domenica mattina. Il calendario preciso cambia di anno in anno: per date, programma e modalità di partecipazione conviene consultare il sito ufficiale del Palio del Grano, la Pro Loco di Caselle in Pittari e i canali del Comune. Se volete assistere alla mietitura, mettete in conto una sveglia all'alba, scarpe chiuse, un cappello e una bottiglia d'acqua: nei campi di luglio il sole picchia già dalle prime ore.

Caselle in Pittari si raggiunge facilmente in auto dalla costa, e la giornata può diventare l'occasione per scoprire l'entroterra del Cilento meridionale, fatto di borghi in pietra, uliveti e montagne. È un modo diverso di vivere la vacanza: per qualche ora si lascia la spiaggia e si entra nel ritmo lento della campagna.

Al rientro, Casa di Ciro e Gigi vi aspetta nel centro di Marina di Camerota: la cucina completa con il tavolo da pranzo affacciato sul mare è il posto giusto per una cena tranquilla dopo una giornata nei campi, e l'host, sempre disponibile prima e durante il soggiorno, può darvi qualche consiglio pratico per organizzare la gita.

Il Cilento da Casa di Ciro e Gigi

Appartamento di 70 mq con vista mare in posizione centrale a Marina di Camerota, ristrutturato nel 2023: fino a 5 ospiti, terrazzino arredato e la Spiaggia di Calanca a pochi minuti a piedi.