Il faro bianco di Capo Palinuro tra i pini, sotto un cielo azzurro
Faro di Capo Palinuro — foto: Josef Grunig · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Pochi luoghi in Italia possono vantare un'origine letteraria così illustre. Il nome di Capo Palinuro, il promontorio che chiude a nord la costa di Camerota, viene direttamente dall'Eneide di Virgilio, il poema che racconta il viaggio di Enea dalla caduta di Troia fino al Lazio. Palinuro era il suo nocchiero, il timoniere della nave che guidava la flotta. E la sua storia, triste e poetica, è legata proprio a questo tratto di mare.

Il sacrificio richiesto da Nettuno

Siamo alla fine del quinto libro. Dopo la sosta in Sicilia, i troiani riprendono il mare verso l'Italia. Venere, preoccupata per il figlio, chiede a Nettuno di garantire una navigazione sicura. Il dio del mare acconsente, ma pone una condizione: uno solo andrà perduto tra i flutti, unum pro multis dabitur caput, una sola vita sarà data per salvare tutti gli altri.

Nella notte, mentre la flotta scivola sul mare calmo, il dio del Sonno scende dal cielo con l'aspetto di Forbante, un compagno di viaggio, e invita Palinuro a riposare, promettendo di prendere il suo posto al timone. Palinuro rifiuta: non si fida del mare tranquillo e tiene gli occhi fissi sulle stelle. Allora il dio scuote sulle sue tempie un ramo bagnato nell'acqua del Lete, il fiume dell'oblio, e il timoniere crolla addormentato. Una spinta, e Palinuro cade in mare con una parte del timone.

Enea si accorge che la nave va alla deriva, prende lui stesso il comando e piange l'amico con versi rimasti celebri: “troppo fiducioso nel cielo e nel mare sereno, giacerai nudo, Palinuro, su una spiaggia sconosciuta”.

L'incontro negli Inferi e la profezia

Nel sesto libro Enea scende nell'oltretomba accompagnato dalla Sibilla e, tra le anime che non possono attraversare il fiume perché rimaste senza sepoltura, incontra proprio Palinuro. Il timoniere racconta la sua fine: per tre notti fu trascinato dal vento attraverso il mare, al quarto giorno vide finalmente l'Italia e riuscì a raggiungere la riva a nuoto, ma mentre si aggrappava agli scogli fu aggredito e ucciso da gente del luogo. Il suo corpo, dice, è ora in balia delle onde, e prega Enea di cercarlo presso i porti di Velia.

La Sibilla gli risponde con una promessa: i popoli vicini, spinti da prodigi celesti, placheranno le sue ossa, gli innalzeranno un tumulo e gli offriranno riti solenni. E aggiunge il verso che lega per sempre il mito a questa costa: aeternumque locus Palinuri nomen habebit, il luogo porterà in eterno il nome di Palinuro.

Dal mito al promontorio

Gli antichi commentatori di Virgilio, come Servio, riportano una tradizione secondo cui le popolazioni lucane, colpite da una pestilenza, ricevettero da un oracolo l'ordine di placare lo spirito di Palinuro, e gli dedicarono un bosco sacro e un cenotafio non lontano da Velia. Che si tratti di storia o di leggenda, il nome è rimasto: Capo Palinuro, oggi nel comune di Centola, è un promontorio di roccia calcarea che si allunga nel mare, con il suo faro, le pinete e una costa ricca di grotte marine, la più famosa delle quali è la Grotta Azzurra.

Sulla costa circola anche una leggenda locale, che non si trova in Virgilio ma lega Palinuro alla vicina Camerota. Il nocchiero si sarebbe innamorato di una ninfa di nome Kamaratòn, che non ricambiava il suo amore e fuggì da lui fino a trovare la morte in mare. Nella versione più diffusa fu Venere a trasformarla in roccia, e da quel nome deriverebbe quello di Camerota. Le versioni cambiano da racconto a racconto, ma il fascino resta.

Leggere il mito guardando il mare

Rileggere i versi di Virgilio davanti al promontorio dà un senso diverso al paesaggio: le scogliere a picco, il mare che cambia colore, il vento che arriva improvviso ricordano quanto la navigazione antica fosse fatta di fiducia e di rischio. Il modo migliore per apprezzare il capo è proprio dal mare, costeggiando le pareti di roccia e le grotte.

Palinuro si trova a circa 10 km da Marina di Camerota. Chi soggiorna a Casa di Ciro e Gigi può raggiungerlo facilmente in auto, oppure scoprire la costa con le escursioni in gommone riservate agli ospiti: il gommone è di proprietà dell'host, che accompagna personalmente gli ospiti per una mezza giornata, dalle 9:00 alle 13:00, alla scoperta di questo mare carico di storie.

Il Cilento da Casa di Ciro e Gigi

Appartamento di 70 mq con vista mare in posizione centrale a Marina di Camerota, ristrutturato nel 2023: fino a 5 ospiti, terrazzino arredato e la Spiaggia di Calanca a pochi minuti a piedi.