Chi soggiorna a Marina di Camerota si trova, senza forse saperlo, dentro uno dei parchi nazionali più vasti d'Italia. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni si estende dalla costa tirrenica fino alle montagne dell'interno della provincia di Salerno, e comprende paesaggi molto diversi: spiagge e falesie, colline coltivate a ulivo, boschi di faggio, altipiani carsici e valli fluviali. Capire cosa rappresenta questo parco aiuta a guardare con occhi nuovi anche una semplice giornata al mare.
Dalla legge quadro al nome attuale
Il parco è stato istituito con la legge quadro sulle aree protette del dicembre 1991, la norma che ha dato vita a buona parte dei parchi nazionali italiani; l'ente di gestione è stato costituito con un decreto del 1995. Per anni si è chiamato Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano; con un decreto ministeriale pubblicato all'inizio del 2012 la denominazione è stata ampliata per includere anche gli Alburni, il massiccio calcareo che ne costituisce il confine settentrionale.
Il territorio protetto abbraccia decine di comuni, dal mare fino alle vette, e include anche il tratto di costa di Camerota. Al largo della costa meridionale si trova inoltre l'Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta, che tutela i fondali e le calette tra Marina di Camerota e il golfo di Policastro.
Patrimonio dell'Umanità: un paesaggio culturale
Nel 1998 l'UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale il Parco insieme ai siti archeologici di Paestum e Velia e alla Certosa di Padula. Il riconoscimento non riguarda un singolo monumento, ma un intero paesaggio culturale: un territorio in cui per millenni sono passate genti, merci e idee, lungo le vie che collegavano la costa all'interno e le valli fra loro.
Paestum colpisce per i suoi templi dorici straordinariamente conservati, mentre Velia, l'antica Elea fondata da coloni focei e patria della scuola filosofica eleatica, testimonia il ruolo di questo territorio nella Magna Grecia. La Certosa di Padula, uno dei complessi monastici più grandi d'Europa, racconta invece la storia religiosa e artistica dell'età moderna. Già nel 1997 il Parco era stato riconosciuto Riserva della Biosfera nell'ambito del programma MAB dell'UNESCO, dedicato all'equilibrio tra uomo e ambiente.
Il primo geoparco italiano
Nel 2010 il Cilento è diventato il primo parco nazionale italiano a entrare nella rete dei Geoparchi UNESCO, i territori riconosciuti per il valore della loro storia geologica. Qui le rocce raccontano milioni di anni di evoluzione: calcari nati in antichi mari, montagne sollevate, fenomeni carsici spettacolari.
Gli Alburni ospitano centinaia di grotte, tra cui quelle di Pertosa-Auletta, dove una parte del percorso si compie in barca su un fiume sotterraneo, e quelle di Castelcivita, tra i sistemi carsici più estesi del Sud Italia. Il fiume Bussento compie un lungo tratto sotterraneo tra Caselle in Pittari e Morigerati, e il Monte Cervati, con i suoi circa 1.900 metri, è la vetta più alta della Campania. Anche le grotte costiere di Marina di Camerota, con i loro ritrovamenti preistorici, fanno parte di questo patrimonio geologico.
Cosa significa per chi visita
Trovarsi in un parco nazionale non vuol dire avere più divieti, ma avere più occasioni: sentieri segnalati, aree naturali tutelate, borghi in cui tradizioni e prodotti agricoli sono ancora legati al territorio. Allo stesso tempo, chiede a chi visita qualche attenzione in più:
- restare sui sentieri segnati e informarsi sulle difficoltà prima di partire;
- non raccogliere piante, rocce, fossili o reperti, né sulla costa né in montagna;
- rispettare le regole dell'area marina protetta per la navigazione, l'ancoraggio e la pesca;
- portare via i propri rifiuti, soprattutto dalle calette raggiungibili solo a piedi o via mare.
Per informazioni aggiornate su sentieri, centri visita ed eventuali limitazioni stagionali, la fonte di riferimento è l'Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Dal mare alla montagna in una vacanza
La bellezza del Parco sta proprio nella possibilità di passare, nella stessa settimana, dal bagno in una caletta trasparente alla passeggiata in un bosco di montagna, dalla visita ai templi di Paestum alle grotte degli Alburni. Le distanze in auto non sono brevi, perché le strade dell'interno sono tortuose, ma ogni spostamento attraversa paesaggi che valgono il viaggio.
Casa di Ciro e Gigi, nel centro di Marina di Camerota, è una base ideale per esplorare il versante costiero del Parco: la spiaggia di Calanca è a pochi minuti a piedi, Palinuro dista circa 10 km e l'host, sempre disponibile prima e durante il soggiorno, accompagna gli ospiti con il proprio gommone in escursioni di mezza giornata per scoprire la costa dal mare.
Il Cilento da Casa di Ciro e Gigi
Appartamento di 70 mq con vista mare in posizione centrale a Marina di Camerota, ristrutturato nel 2023: fino a 5 ospiti, terrazzino arredato e la Spiaggia di Calanca a pochi minuti a piedi.